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Photography Workshop in New York 2012 > online

dicembre 5, 2011

La terza edizione di Photography Workshop in New York si svolgerà a giugno 2012.

Tre workshop di fotografia di sette giorni cadauno in uno dei quartieri più dinamici di NYC, Williamsburg, e per le strade della città,  con la guida di grandi fotografi internazionali.

Programmi disponibili su photoworkshopnewyork.com 

Susanna M. thoughts on “New York reports”

novembre 29, 2011

“Abituata a fotografare palazzi, architetture, oggetti e strade deserte, per l’intera settimana del workshop mi e’ stato chiesto di fotografare persone.

Ho passato le mie giornate sulla 5th Avenue – in omaggio a Bruce Gilden, fotografo di cui ammiro il lavoro - cercando di portare a casa scatti rubati dalla strada. Ho scattato da più vicino possibile, con il flash per attirare l’attenzione e consegnarmi alle reazioni dei passanti che hanno reagito per lo più con spavento, irritazione, sorpresa e raramente con una risata.

Mi sono immaginata a teatro: ad immortalare gli attori sul palco, nel mezzo della scena, nella loro miglior posa.

Eppure ho avuto paura quando mi è stato chiesto in lacrime di cancellare quella foto e quando sono stata rincorsa per non avere nessun diritto di ritrarre senza autorizzazione persone in un luogo pubblico.

Ho dovuto fingere di non capire l’inglese, parlato spagnolo, gesticolato, spiegato il mio progetto a quelli che mi chiedevano spiegazioni e dato il mio numero a sconosciuti che in realtà ne approfittavano per invitarmi fuori a cena.

Alcuni hanno cambiato marciapiede inclinandosi come si scansa un mitra, altri si sono giustificati per credenze religiose.

Non avevo idea di quanto terrore potesse suscitare una foto.

Mi chiedo da dove nasca tanta riservatezza in una società dove tutti fanno a gara per mettersi in mostra su facebook e sui giornali.

Ho avvicinato solo chi mi è piaciuto, eppure credo di averne lusingato ben pochi.

Ringrazio Davide, Maurizio, Laura, Bob, tutti i miei compagni di corso e vi lascio con una citazione del grande Gilden:

If you can smell the street by looking at a photograph, then it’s a street photograph.”

Alessandra P. thoughts on “In Plaing Sight”

novembre 29, 2011

“Donna Ferrato nel presentare il suo workshop “In plain sight” ha scritto: Se io creerò confusione nella loro mente, ciò potrà spingerli fuori dal solito percorso. Detto e fatto!

Una settimana di intenso lavoro (e di impegno anche fisico!) in cui è stato necessario mettersi in discussione per ricercare  e sperimentare modi diversi di guardare ciò che ci circonda.

Alcune volte la ricerca del giusto momento da immortalare è stata estenuante ma alla fine ognuno di noi è riuscito a concretizzare il proprio progetto.

Doveroso e sentito è il ringraziamento a Laura e Roberto, il cui supporto è andato ben oltre l’organizzazione del workshop”.

Elisa P. thoughts on “The Personal Documentary”

novembre 3, 2011

©Erica McDonald

“Oggi riprendo in mano il mio lavoro dopo averlo lasciato chiuso per quattro mesi.

Rileggo, mi emoziono e ripenso a tutti.

A Laura e Roberto che creano una piccola famiglia su cui si può contare, a Erica ed Andrew che con una professionalità eccelsa e altrettanta pazienza sono pronti a cercare soluzioni insieme;

Penso a Mattia, Anna, (Gabriele/)Carlos, Roberta, Giuseppe, Danilo … ai loro progetti, a come siamo cresciuti fotograficamente nella settimana trascorsa insieme.

Ringrazio tutti di cuore per i momenti passati insieme per gli insegnamenti e per tutto quello che è stata la mia vita newyorchese”

Erica McDonald thoughts on “The Personal Documentary”

ottobre 30, 2011

©Andrew Sullivan

“For two years I have had the privilege of teaching a weeklong documentary photography workshop thru Spazio Labo’. Even before we meet for the first time, I feel that I know something of each of the students from their submitted portfolios and their written words. Laura and Bob, from Spazio Labo’, arrive in New York City early and lovingly prepare the beautiful loft space where some of the students stay, and where we all gather each day, sometimes to look at the work of master photographers, sometimes to look at students’ portfolios, always to talk and grow and push toward the growth that each individual wishes for himself. The instructors’ knowledge and the students’ personal goals combine to craft shooting assignments tailored for an optimal learning experience while allowing for exploration of New York City.

The nervousness and excitement that many of the students exhibit at the start of the workshop gradually transforms into confidence and ability as shooting projects and days progress. The experience – for both teachers and students – can be uplifting, exhausting, life changing and challenging all at once. Though filled with much amusement, the days are long and the students are expected to be up early and to work late. We find time to rest together over good meals and in casual conversation. Real friends are made, along with lifelong memories and photographic skills which reach far beyond the technical. I half jokingly call the workshop a boot camp, because we all work to our limits, and develop in ways that can only happen in such an intensive situation. The joy and the pride that we all feel at the end of our week, along with a bit of sadness to see it come to a close, is a sweetness known among a group of new friends who have grown in their talent and understanding of photography”.

Maurizio B. thoughts on “New York Reports”

ottobre 24, 2011

“New York….Pronunciare queste sette lettere ha già un sapore particolare. Che grande scenografia hanno visto i miei occhi. Mi e’ sempre sembrata troppo grande tale metropoli. Quasi come se non facesse parte del nostro mondo. E’ un po’ come trovarsi dentro a un film. Perche’ sono sempre stato abituato a vedere la vita statunitense dentro il piccolo schermo. Percio’ entrare dentro un film non può lasciarti indifferente. La grande mela e’ un motore potente che non si ferma mai. Pieno di suoni e colori. Di storia e patriottismo. Dopo pochi giorni sei anche tu sulla giostra.

Un pensiero collettivo va a tutti voi: docenti, organizzatori e colleghi che avete reso quei giorni SPECIALI, per l’umanità e il calore trasmesso nel relazionarci a vicenda. Mi preme sottolineare come mi abbia lasciato sorpreso positivamente la critica costruttiva di Davide Monteleone e Maurizio Garofalo. Due grandi professionisti anche nell’anima. Ogni mattina c’era davvero tanta cura per tutti i nostri scatti. Anche per quelli da eliminare. Le loro opinioni sono state importanti. E’ stato un grande onore per me sedermi accanto a loro sullo stesso divano per otto giorni. E ora non so se le nostre strade si incroceranno un’altra volta. Rimane il piacere di aver condiviso questa esperienza insieme, che mi ricorda colorati sapori primaverili. L’idea di partecipare ad un workshop fotografico all’estero mi solleticava la mente già da Natale. Ringrazio ancora una volta Laura e Roberto per avermi dato questa opportunità e per il modo accurato che hanno nel seguire i loro studenti in quel di Bologna.

Salendo sulla barca americana per questa nuova avventura le domande erano tante e forse c’era anche un po’ di timore. Ma dopo il primo giorno ti fai la pelle. Sono sempre stato attaccato a un concetto di fotografia troppo superficiale. In sostanza mi lascio spesso ingabbiare dalla singola bella foto. Cio’ mi ha sempre distratto. Non avevo infatti mai intrapreso un lavoro che partisse con l’obiettivo di raccontare una piccola storia. Su questo punto credo di doverci lavorare ancora tanto. Il progetto assegnatomi mi e’ parso subito stimolante. E mi ha messo alla prova ogni giorno. La difficoltà’ maggiore nasceva dal fatto di dover riuscire a raccogliere il materiale utile in soli sei giorni.

Cosa mi ha lasciato questa esperienza? Beh, c’e’ un film a cui io sono particolarmente affezionato che recita così’: ” Non sei fregato veramente finche’ hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla. “ Nei tempi che verranno sogno di compiere questo importante passo”.

Roberto G. thoughts on “In plain sight”

ottobre 11, 2011

“Pronto!!!Ho finito di sistemare tutte le fotografie scattate in questa estate…che viaggi…che emozioni…che storie!
Me lo ero ripromesso, con calma e a mente fredda, avrei iniziato a scrivere dell’esperienza, anzi, di quella ESPERIENZA NEWYORKESE, quella esperienza scritta in maiuscolo perchè forse, anzi, sicuramente, è stata quella che fin’ora mi ha segnato maggiormente nella mia vita.
Primo viaggio in “solitaria”, ma solo perché senza gli amici di sempre, solo perchè senza fratelli, solo nell’organizzazione, ma non solo solo perchè là, nella BIG APPLE, ho trovato persone vere, persone fantastiche, persone divertenti e disponibile, persone che mi hanno aiutato e che “solo” non mi hanno proprio fatto sentire.

Ma parliamo del motivo per cui sono partito, quella passione che è nata dentro piano piano e che è cresciuta così tanto da portarmi a 6646 km dalla mia famiglia senza pensarci due volte e che è poi esplosa quando ho conosciuto la nostra insegnante, la mia Mentore, Donna Ferrato.
Quasi mi dispiace dirlo, anzi lo ammetto, mi vergogno proprio, ma io prima di partire Donna non la conoscevo proprio, e non solo per l’aspetto umano (sorprendente), ma anche per il suo aspetto professionale; prima di partire non mi era mai balenata l’idea di conoscere e interessarmi ai grandi fotografi, alla storia, alla composizione o alla lettura della fotografia.
Perchè? Da non credere, ma avevo paura di tutte queste cose, avevo paura che il “conoscere” mi avrebbe portato al copiare, all’annebbiare le mie idee, la mia creatività.
Cosa ho imparato??come ho imparato?Beh, direi che è successo tutto a mie “spese”, ho toccato il cielo quando sono stato “pargonato” a Koudelka e ho toccato il fondo subito dopo quando ho chiesto chi era questo Koudelka ma sopratutto quando, aimè, ho detto di non conoscere i lavori di lei, di Donna Ferrato, e di non sapere il motivo per cui ero li.
Rimasi sbalordito, stralunato, bloccato…è vero, non conoscevo Donna, ma il motivo lo sapevo, solo che questo non venne fuori…ci volle un’intera nottata passata su quel divano letto a pensare e a disperarmi per ciò che avevo detto e non fatto!
Il giorno dopo, con l’aiuto di Laura, che non finirò mai di ringraziare, ho tirato fuori tutto, gli ho raccontato delle mie paure che mi spingevano a non interessarmi dai fotografi, della storia e di tutto il mondo che circola davanti e dietro alla semplice macchina fotografica, ma sopratutto ho tirato fuori il motivo per cui ho richiesto di partecipare al suo workshop. Quale era??Quando lessi per la prima volta il titolo “in plain singht” e l’idea di dare, di imprimere con il suo whorkshop, quell’idea di riuscire a far vedere le bellezze delle cose che ci appaiono sotto gli occhi nella nostra vita di tutti i giorni, mi innamorai, era proprio quello che cercavo da diverso tempo, liberarmi da tutti i pregiudizi che ci si creano con le mentalità di oggi.
Allora cosa ho imparato??Ho imparato tanto, ho imparato a imparare, e scusatemi il gioco di parole, ma è veramente ciò che ho appreso, adesso, da quando sono rientrato da NYC, ho acquistato diversi libri fotografici, il primo? “Invasion 68:Prague” naturalmente di Koudelka, indispensabile per conoscerlo e imparare, il secondo??”Living with the enemy”, il fantastico libro di Donna, quello che mi ha insegnato che una foto per avere un valore non deve solo essere bella, ma deve avere un significato, un qualcosa di forte, un’emozione, deve RACCONTARE…deve essere “STRONG”!
Dopo questi poi non mi sono più fermato, “Storia della fotografia” di Newhall, e poi Robert Capa, Hanry Cartier-Bresson, Scianna, mostre fotografiche di Elliott Erwitt, Robert Job, la Maison europenne de la photographie sono le cose comprate o viste…1000 altre ne ho invece in testa per poter continuare a imparare, o almeno provarci.
Ma le paure??La paura di non vedere più con i miei occhi, la paura di non vedere ciò che sta davanti ai miei occhi, la paura di chiedere il permesso di poter fotografare…beh, sparite, fotografa le tue emozioni, racconta quello che hai dentro, tutto ciò che hai davanti a te può essere fotografato…e leggi, guarda, conosci…perchè così facendo non copierai, ma conoscendo imparerai proprio a non copiare e magari impremere una tua visione.
In conclusione non finirò mai di dire quanto è stato bello poter conoscere e imparare da tutte le persone presenti e per questo volevo ringraziare tutti, Grazie a Laura, grazie a Roberto, grazie a Carolina, Giulia, Chiara, Armando e Roberta, Anna, Ilaria, Alessandra, Marilena, Maya, Karen, Daria e Clara, un ringraziamento speciale a Funny ma sopratutto a Donna, una persona umile, tenace e con un gran Cuore.
Grazie, Roberto.

Anna G. thought on “In Plain Sight” + “The Personal Documentary” + “New York Reports”

settembre 14, 2011

Eccomi qui a scrivere delle bellissime tre settimane trascorse durante i workshop a New York. Ho frequentato tutti e tre i workshop e devo dire che ciò che mi hanno regalato tutti i docenti e tutti i compagni che ho incontrato, non me lo sarei mai aspettato. A incominciare da Donna Ferrato, è una persona speciale, emana energia, basta starle vicino per sentirla. Ho avuto la fortuna, insieme ad altre due partecipanti, di uscire con lei e di vederla fotografare, sono dei momenti che non dimenticherò mai. Sentirla parlare del suo lavoro mi ha emozionata tantissimo, ammiro profondamente il suo coraggio e la sua determinazione, e durante la settimana di workshop è riuscita davvero a trasmetterci queste sue caratteristiche.

Il secondo workshop, tenuto da Erica McDonald e Andrew Sullivan è stato a livello personale molto importante, ho capito che stava cambiando qualcosa in me e nella mia fotografia, questo è accaduto perché Andrew e Erica pretendono qualcosa che vada oltre l’immagine in sè, qualcosa di più profondo, di più personale.. riescono ad entrati dentro, e a tirar fuori da te le tue più personali sensazioni e ti aiutano a mostrarle ed ad affrontarle. Non smetterò mai di ringraziarli, sono come una famiglia per me.

L’ultimo, e il più intenso workshop, condotto da Davide Monteleone e Maurizio Garofalo, è stato veramente speciale, è stato come ricominciare a vedere. Davide e Maurizio sono stati unici, hanno creduto in me, forse di più di quanto io stessa credessi in me, mi hanno dato il coraggio di rischiare e percorrere una nuova e emozionante strada, una storia che mi trattiene tutt’ora a New York.. Ci sono stai momenti di forte emozione, dove ho sentito che c’era qualcosa che andava oltre la fotografia, c’era un legame che si stava creando. L’emozione che ti dà fotografare una persona, concentrarti su di lei, è stata una grande novità per me, è un’energia bellissima e sconosciuta che non avevo mai provato prima. Ringrazio davvero tanto Davide e Maurizio per avermi accompagnata in questo nuovo percorso.

Laura e Roberto sono stati degli organizzatori fantastici, diventano sempre più bravi e il cuore che ci mettono nelle cose che fanno si sente. Grazie ragazzi, per tutto quello che avete fatto per me, siete stati un supporto indispensabile, grazie per avermi ascoltata, per avermi aiutata ad affrontare certe situazioni, durante questo mese è avvenuto un cambiamento dentro di me, e questo è accaduto anche grazie a voi.

Gaia M. thoughts on “New York Reports”

settembre 14, 2011
Non saprei come descirevere in poche e semplici parole la mia avventura con voi. E’ stata una settimana intensa, che mi ha portato non solo ad una crescita fotografica ma anche ad una più personale.
Inizio con il fare i complimenti e ringraziare Laura e Roberto, i quali hanno reso possibile tutto questo. Non è facile trovare persone come voi, capaci e bravi nel mettere insieme ed organizzare alla perfezione esperienze come quella di questo workshop. Siete stati un presenza molto discreta ma allo stesso tempo fondamentale e il vostro supporto è stata una parte davvero importante nella mia settimana.
Questa esperienza ha cambiato molto la mia idea di “fare fotografia”. Mi sono ritrovata nel bel mezzo di un vortice che non sapevo proprio bene come gestire, non sapevo qual’era il giusto approccio per fotografare una persona e soprattutto non credevo sarei finita a fare questo. Questa novità mi ha aperto gli occhi e continua a darmi una forte energia e il contatto con le persone, che sentivo molto lontano da me, mi sta piacendo sempre di più e per questo devo dare merito a Davide e Maurizio. Lavorare sotto la loro guida è stato fantastico. Sono due professionisti e due persone davvero speciali che credo non ringrazierò abbastanza per il loro supporto. Per quello che mi riguarda le difficoltà non sono mancate, ma i loro consigli e loro critiche hanno permesso a tutti di andare oltre i propri limiti e di migliorare giorno per giorno e per questo ve ne sono davvero riconoscente..
Spero di rivedervi tutti i presto.

Davide Monteleone thoughts on “New York Reports”

agosto 17, 2011

Cari tutti,

Riesco solo ora a prendermi qualche minuto tra una permanenza a Mosca e una partenza per la Turchia per fare due considerazioni d’ obbligo sul workshop che ho avuto l’ onore di tenere insieme a Maurizio grazie all’ invito dei fantastici Roberto e Laura.

I primi pensieri vanno agli studenti: qualcuno si è trattenuto a New York presi dall’ energia della città e dall’ entusiasmo per una nuova esperienza . Bravi! L’ avrei fatto anch’ io e l’ ho fatto anch’ io in passato! Spero che vi siate divertiti e abbiate riempito i vostri occhi di nuove brillanti luci. Gli altri, quelli che sono tornati verso casa, sono rientrati con la sincera convinzione di dedicarsi alla fotografia. (Ne ho la conferma da qualche mail ricevuta e dai commenti che ho letto di loro).
Non posso che esserne felice! 
Non importa dove la fotografia realmente vi porterà; come ho ripetuto spesso e come mi piace continuare a pensare, la fotografia è un semplice strumento che consente di guardare con occhi nuovi, che apre porte che vedevamo socchiuse, che allarga i nostri orizzonti, ci abbraccia e ci culla o ci colpisce duramente…una “trappola” per cominciare a pensare!
Quindi sgranate gli occhi, anche quelli tatuati,  spalancate le porte e lasciatevi trasportare.
Lo stesso workshop ha avuto questi effetti, ed oltre le mere questioni fotografiche, che, non potrei dire altrimenti avendoci insegnato, sono state affrontate ad altissimo livello :-) ha avuto il merito di emozionare, motivare, scrutare, socializzare, piangere…
Sto parlando di me!  Non solo degli studenti!
Fautori di tutto certamente Roberto e Laura, che hanno avuto la bravura e la lungimiranza di creare un ambiente unico, aggregativo e stimolante in una città che stimolante lo è già di suo.
Professionali, allegri, cordiali, disponibili, organizzati e competenti! 
Bravi e Grazie.
Il mio pensiero finale va al mio compagno di viaggio Maurizio: un gentiluomo ed un professionista che già avevo apprezzato in altri incontri e che in questa convivenza si è dimostrato un Amico vero,  un partner con cui poter condividere opinioni e critiche, un  grande compagno di viaggio, un professionista ed un uomo attento in ogni situazione alla forma quanto alla sostanza. Un insegnante capace, ed efficace, un esperto di tecnologia, un amante della vita e un grande giocatore di HD2 racing!
Un ultimo saluto va ad Eva, grazie per averci aiutato, consigliato, accompagnato, supportato e sopportato!
Grazie a tutti e buon lavoro.
Volo Istanbul chiama.
davide
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