Students’ experiences: Jasphy from PWNY 2014

/ traduzione italiana in fondo /

With this post we start a series of mini interviews with our former students in New York: a tool to promote and support their work and to help future students to get to know the experience of Photo Workshop New York directly from its protagonists, the students!

Today we’re proud to feature the work of Jasphy Yiran Zheng, a student of Carolyn Drake & Andres Gonzalez’s workshop “The Open City”, from the PWNY 2014  series. Jasphy is based in Providence, US engaging in the BFA Photography program at Rhode Island School of Design. She is currently in Italy, thanks to a grant that the Francesca Woodman Family Foundation gave to her.

“The Open City” was a 7-day workshop where students developed a project through daily shooting, group critiques and editing sessions. During this short period, Jasphy was able to create a documentary project on the streets of the Chinatown community of Manhattan, Sister Ping.

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Hi Jasphy, last year you attended one of the workshops of PWNY, precisely the one with Carolyn Drake and Andres Gonzalez. Could you tell us something about your experience?

It was the most unforgettable experience I had last summer and I still can’t believe it was only one week. It seems way longer than that considering the amount of things I experienced and learned. With no exaggeration, the workshop was very intense. However, you see your peers and yourself making progress in a daily bases which is incredible. I was quite amazed by how much stuff we could accomplish within a week. Most importantly, I regained the passion for photography and courage to run a project no matter how crazy it sounds in the beginning.

We are showing the project you developed in New York during the seven days of the workshop you attended: what is it about? How did you realize it during the workshop?

Before attending this workshop, I read a piece of news about the death of Sister Ping (Cheng Chui Ping), a woman who ran a notorious Chinese human smuggling operation from New York to Hong Kong since 1984. Her funeral created quite a stir at Chinatown in Manhattan, hundreds of Chinese immigrants who were once “helped” by Sister Ping came, from all around the States. Ironically, the criminal of US Federal prison is the angle, the godmother of illegal Chinese immigrants. I was curious about her story and more importantly why people still thank her knowing the fact that she made a big fortune out of sending them to a fake paradise.

I went to Chinatown everyday trying to talk to people and build trust and connection with them. Using Sister Ping as a clue, I was hoping to collect different individual’s stories. It was not easy. Although I can feel that they were willing to talk to me, they spoke very few words from the nature of self protection.

How do you think this experience will be helpful for you?

First of all, it forced me to make decisions quickly. I tend to think a lot, most of the time too much, before taking any action. In this circumstance, however, I have to act fast. Decide my project, come up with a strategy and make sure getting something everyday. It is a really good exercise of starting up a new project. Another thing I learned form this experience is that no matter how difficult the project might seem, I know I will eventually get something if I keep working on it. This belief can actually bring me some confidence in myself.

How did you like your teachers?

Carolyn and Andres are incredibly kind and supporting. They do care about our projects which may sound simple but actually pretty precious and important as a teacher. They listen to our problems and give us helpful suggestions. I wish I could keep in touch with them throughout my career.

Have you achieved anything with the project you made during the workshop?

Since this project is very different from my other work, I did not have it published nor did I submit it to any exhibitions. I wish I could continue with it, make it more complete and mature.

Would you consider to do this experience again and would you recommend it to someone else? Why?

I do wish I could have this experience again and see what I am capable of now. Challenge like this should always be welcomed. I definitely recommend it to anyone who has a passion to photography.

You can learn more about Jasphy and her photography on her website. Thank you Jasphy!

/ versione italiana /

Con questo post iniziamo a presentare una serie di mini interviste con i partecipanti delle passate edizioni  dei workshop di Photo Workshop New York: vorremmo che fosse uno strumento per promuovere e supportare il loro lavoro ma anche per aiutare i futuri partecipanti a farsi un’idea di cosa possono aspettarsi, ascoltando la diretta voce dei protagonisti dei workshop, gli studenti.

Oggi siamo molto contenti di presentare il lavoro di Jasphy Yiran Zheng che durante l’edizione 2014 di PWNT ha frequentato il workshop con Carolyn Drake e Andres Gonzalez, “The Open City”. Jasphy vive a Providence, in America, dove sta portando avanti il suo Master in fotografia alla Rhode Island School of Design. Atttualmente però si trova in Italia, grazie a una borsa di studia che le è stata assegnata dalla Francesca Woodman Family Foundation gave to her. “The Open City” è stato un workshop di 7 giorni dove i partecipanti hanno sviluppato un progetto personale attraverso sessioni giornaliere di scatto e di editing e critica di gruppo. Durante il workshop, Jasphy ha creato un progetto documentario nelle strade della comunità di Chinatown a Manhattan, Sister Ping.

Ciao Jasphy, l’anno scorso hai frequentato uno dei workshop di PWNY, precisamente quello con Carolyn Drake e Andres Gonzalez, puoi parlarci della tua esperienza?

E’ stata un’esperienza indimenticabile e non riesco ancora a credere che sia durata solo una settimana; mi è sembrato che sia durata molto di più considerando tutte le cose ho sperimentato ed imparato, il workshop è stato molto intenso. Nonostante questo ho assistito ai miei progressi e a quelli dei miei compagni giorno per giorno ed è stato incredibile. Sono rimasta molto stupita da quanto lavoro si possa realizzare in una settimana, questa esperienza mi è stata utile soprattutto per riprendere la mia passione per la fotografia e il coraggio di portare avanti un progetto, senza pensare a quanto mi potesse sembrare folle all’inizio.

In questo post abbiamo intenzione di illustrare il progetto che hai realizzato a New York durante i 7 giorni di workshop: di che cosa si tratta? Come l’hai realizzato durante il workshop?

Prima di frequentare il corso, ho letto la notizia della morte di Sister Ping (Cheng Chui Ping), una donna che dal 1984 gestiva un traffico clandestino di Cinesi da New York a Hong Kong.

Il suo funerale ha creato molto scalpore nella Chinatown di Manhattan, centinaia di immigrati cinesi che una volta erano stati “aiutati” da Sister Ping sono arrivati da ogni Stato. Ironia della sorte, la criminale del carcere federale degli Stati Uniti è considerata l’angelo, la madrina degli immigrati cinesi clandestini. Ero curiosa di conoscere la sua storia e soprattutto il motivo per cui la gente si ostinava ancora a ringraziarla nonostante sapesse che lei aveva fatto una fortuna dandogli la falsa speranza di un paradiso in cui vivere.

Per questo ho deciso di andare a Chinatown tutti i giorni cercando di parlare con la gente e cercando di costruire un legame di fiducia con loro. Utilizzando Sister Ping come un punto di partenza, speravo di raccogliere anche le storie individuali delle persone. Non è stato facile, anche se ho percepito che erano disponibili a parlare con me, non sono riuscita ad ottenere i risultati sperati per via della naturale diffidenza che avevano nei miei confronti.

Come pensi che questa esperienza ti sia stata utile?

Prima di tutto, questa esperienza mi ha costretto a prendere decisioni rapidamente. Tendo a pensare molto, il più delle volte troppo, prima di intraprendere qualsiasi azione. In questa circostanza, però, dovevo agire in fretta, decidere come organizzare il mio progetto e mettere a punto una strategia che mi facesse ottenere dei risultati tutti i giorni. Questo è stato davvero un buon esercizio per imparare ad avviare un nuovo progetto. Un’altra cosa che ho imparato grazie a quest’esperienza è che non importa quanto il progetto possa sembrare difficile, se si continua a lavorarci alla fine si ottengono dei risultati; questa convinzione mi ha dato effettivamente più fiducia in me stessa.

Come ti sei trovata con gli insegnanti?

Carolyn e Andres sono stati incredibilmente gentili e pazienti. Si sono presi cura dei nostri progetti, il che può sembrare semplice, ma di fatto è un atteggiamento prezioso ed importante da parte di un insegnante. Hanno ascoltato i nostri dubbi e ci hanno dato consigli molto utili. Mi piacerebbe poter mantenere il contatto con loro durante tutta la mia carriera.

Hai realizzato qualcosa con il progetto realizzato durante il workshop?

Dal momento che questo progetto è molto diverso dal miei altri lavori, non ho avuto modo di pubblicarlo né di esporlo. Mi piacerebbe portarlo ancora avanti e renderlo più completo e maturo.

Rifaresti questa esperienza o la consiglieresti a qualcuno? Perché?

Mi piacerebbe ripetere questa esperienza per vedere cosa sono in grado di realizzare ora, bisognerebbe sempre accettare sfide come questa. La consiglio vivamente a chiunque abbia una passione per la fotografia.

Grazie a Jasphy per il suo prezioso contributo, per conoscere meglio il suo lavoro con la fotografia, ecco il suo sito: jasphyzheng.com