Landon Nordeman, ‘Discovery Street’: Day 2

Day 2 of Landon Nordeman’s workshop, ‘Discovery Street’ started with a room full of enthusiasm. The moment we began looking at photographs, it became clear how hard the students had worked and how that in just one day they had made major steps forward as “makers” of images.

The previous day, Landon gave several students specific assignments based on areas where they needed improvement, fears they had or goals that they had set for themselves this week. In one of the assignments, he sent a student, Vlad, to Coney Island. Vlad came back with some incredibly close and brave portraits, as well as some truly beautiful moments with considered light and composition.

Landon spoke of how excited he was to see students with such clear ‘intention’ in their work, and expressed that this week was all about learning how to clarify that intention through execution.

Another student with an incredibly strong sense of color was asked to “follow colors”, literally. Her assignment was to pick a single color and to follow individuals wearing it until they landed in the exact right scene to compliment or push that palette. Landon is really adamant about students “working the scene” and spending a great deal of time waiting, patiently, until the image fully comes together.

“This is not the ‘take one picture and keep moving’ workshop– that’s Eggleston’s! This is Landon Nordeman’s workshop, you’ve got to work for your images!”

Landon spent a lot of time discussing the importance of laboring over an image while allowing it to speak for itself. He reiterated that there is no label at a museum or gallery that says how long it took to capture an image, or how hard it was… the end justifies the means.

When one student was asked why he only took one picture of a great scene he replied, “I was just so excited that I got that image that I stopped thinking like a photographer and began only thinking like a spectator.”

To cite one of Landon’s many fishing metaphors: “We’re all out there fishing– if you find a place where the fish are biting, STAY! You don’t get a bite and then immediately decide to leave!”

Keep your eyes peeled for the next update! Today we have photographer Daniel Arnold coming in for a guest presentation!

 

 

 

//////////////italian version///////////

 

 

IL secondo giorno del workshop di Landon Nordeman, ‘Discovery Street’ è iniziato con una stanza piena di entusiasmo. Nel momento in cui abbiamo iniziato a guardare le fotografie, è diventato subito chiaro quanto duramente gli studenti hanno lavorato e come in un solo giorno siano riusciti a fare importanti passi in avanti come “creatori” di immagini.

Ieri, Landon ha dato  ad alcuni studenti incarichi specifici basandosi sui punti in cui avevano bisogno di migliorare, le paure che avevano o obiettivi che si erano fissati per  questa settimana. In uno degli incarichi, ha mandato uno studente, Vlad, a Coney Island. Vlad è tornato con alcuni ritratti incredibilmente coraggiosi, così come alcuni momenti veramente  belli dove si è subito notato lo studio della luce e della composizione.

Landon ha parlato di quanto fosse eccitato di vedere gli studenti con ‘un’intenzione’ così  chiara del loro lavoro, e ha aggiunto che questa settimana avremo imparato a chiarire tale intenzione attraverso l’esecuzione.

Ad un’ altro studente con un incredibile senso del colore è stato chiesto di “seguire dei colori”, letteralmente. Il suo incarico è stato quello di scegliere un unico colore e di seguire persone che lo indossassero,  fino ad arrivare diritto nella scena. Landon è davvero irremovibile con gli studenti “che lavorano la scena” e invita a  spendere una grande quantità di tempo , pazientemente, fino a quando l’immagine è completa nell’ insieme.

“Questo non è il workshop,  ‘scatta una foto e continua a muoverti’ di Eggleston ! Questo è il workshop di Landon Nordeman, dovete lavorare per le vostre immagini! ”

Landon ha speso un sacco di tempo a discutere l’importanza di lavorando su un’immagine,fino a che questa non parli per sè. Ha ribadito che non c’è nessuna etichetta in un museo o una galleria con indicato il tempo impiegato per catturare un’immagine, o quanto sia stato difficile farla … il fine giustifica i mezzi.

Quando ad uno studente è stato chiesto perché ha scattato solo una foto di una grande scena , ha  risposto: “Ero così eccitato dall’immagine che ho ottenuto che ho smesso di pensare come un fotografo e cominciato a pensare solo come ad uno spettatore.”

Per citare una delle tante metafore di pesca di Landon: “Siamo tutti là fuori a pescare , se si trova un posto dove i pesci abboccano, fermati! Non si ottiene un risultato e poi si decide subito di lasciare! ”

Tenete gli occhi aperti per il prossimo aggiornamento! Oggi abbiamo come nostro ospite il fotografo Daniel Arnold!