PWNY 2014 FOCUS ON: LAURA DE MARCO & ROBERTO ALFANO

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Alcuni di voi li conosceranno come i fondatori di Spazio Labo’ e gli organizzatori di Photo Workshop in New York, ma quest’anno Laura De Marco e Roberto Alfano saranno anche i docenti di uno dei workshop in programma. “The Wonder City”, si svolgerà a Brooklyn dal 14 al 20 luglio ed è dedicato sia a chi conosce che a chi non conosce questa magnifica città, ma che comunque è pronto ad esplorarne ogni angolo guardandola attraverso il proprio obiettivo.

Chi siete?

© Laura De Marco

Un piccolo angolo di pace: Grand Ferry Park a Williamsburg, Brooklyn © Laura De Marco

Laura: Al di là di quello che si può leggere in una classica bio, sono una persona molto curiosa, che vorrebbe avere giornate di 48 ore per poter fare tutto quel che le piace. Come godermi lunghe passeggiate con i miei cani, suonare la tromba, leggere i libri che si accumulano sul comodino per poterne accumulare altri, dedicarmi ai miei progetti personali.

Roberto: Ho iniziato la carriera fotografica nel 1994, quando le foto si scattavano esclusivamente con la pellicola e passavo ore in camera oscura tra tank e ingranditori. Ho affiancato presto alla professione anche la passione per l’insegnamento, fino ad arrivare nel 2010 all’ideazione di Spazio Labo’. Professionalmente mi sono dedicato alla fotografia di scena, e alla copertura di eventi culturali, per poi passare alle campagne pubblicitarie e allo still life, ma il mio vero interesse fotografico va verso la società e l’analisi di come sta cambiando, descrivendola a volte in chiave ironica e a volte in chiave critica. Su questo tema sto portando avanti diversi progetti personali, di cui uno proprio per le strade di New York.

Dopo quattro anni in cui organizzate i workshop di fotografia a New York, come mai avete deciso di scendere in campo anche come insegnanti?

L: Dopo anni di frequentazione assidua con New York e dopo quattro anni “dietro le quinte” dei workshop che organizziamo, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che eravamo pronti per dire la nostra, per offrire un’esperienza didattica completamente nuova e unica. “The Wonder City” sarà un workshop condotto da due fotografi, che sono anche docenti e organizzatori di workshops e che hanno lavorato con alcuni dei più interessanti fotografi e docenti americani. Non so davvero cosa si possa volere di più! Il desiderio di proporre la nostra esperienza con l’insegnamento a New York nasce anche dal fatto che sappiamo che a volte per chi è nuovo alla fotografia i workshop di New York sembrano qualcosa di troppo “avanzato”. Allora vogliamo dire ai nostri studenti (circa ogni anno io e Roberto aiutiamo duecento studenti a testa a intraprendere i primi passi nella fotografia) che venire a fare pratica a New York è come condensare in sette giorni quello che forse si potrebbe imparare in un anno!

R: Diciamo che il passo è stato assolutamente naturale. Qui a Bologna insegno fotografia da diversi anni e ho trasmesso la mia passione a tantissimi allievi. Essendomi fotograficamente formato a New York, con questo workshop sono certo di riuscire a completare il percorso didattico dei partecipanti proprio nella città che ha rappresentato un forte cambiamento nella mia professione.

New York è stata fonte di ispirazione per molti fotografi. Quali sono secondo voi le caratteristiche che la rendono cosi attraente?

L: New York condensa nelle sue strade quasi il mondo intero. Credo che questa sia la caratteristica principale che attrae, almeno la prima volta, tutti. Non conosco fotografo, o artista in generale, che non sia passato almeno una volta nella vita da New York.

La vista dal Valentino Pier

La vista dal Valentino Pier di Red Hook, Brooklyn © Laura De Marco

R: L’odore della città è inebriante così come lo scorrere della vita nelle strade. Il solo fatto di poter osservare tutto quel che naturalmente si incontra andando in giro per la città è di stimolo a qualsiasi fotografo, viaggiatore o curioso che sia. Inoltre la luce che filtra dai grattacieli è pazzesca e ti immerge nelle foto o nelle scene dei milioni di film che hanno usato come sfondo i vari quartieri di New York.

Qual è il luogo che preferite di New York?

L: Una risposta istintiva: il Valentino Pier a Red Hook, Brooklyn. Un piccolo angolo di verde a ridosso dell’acqua, in uno dei miei quartieri preferiti. È un angolo remoto della città, da cui però si percepisce tutta la sua energia.

R: E’ difficile rispondere senza imbattersi in ovvietà perché ogni angolo di città rappresenta qualcosa da immortalare e da volersi tenere nel cuore. Se proprio devo scegliere: il tetto del “Kibbutz”, da dove si può dominare l’Est River, il Lower East Side, il ponte di Williamsburg, il Manhattan Bridge e il ponte di Brooklyn con lo sfondo di Manhattan e la Statua della Libertà.

Cosa ci si può aspettare di trovare nelle strade di questa città?

L: Se stessi, le proprie paure, le proprie passioni. Ma anche tutto ciò che è “altro”.

R: La vita, le emozioni, la diversità, la fantasia e, per fortuna, i venditori di hot dogs.

Come svolgerete quest’esplorazione della città, tutti insieme o separatamente?

L: L’idea alla base di questo workshop è di condurre i partecipanti, giorno dopo giorno, nella realizzazione di un progetto fotografico collettivo su New York. Vorremmo che ognuno veda e fotografi il più possibile e che arrivi, nel corso della settimana, a capire quale stile e quale approccio alla fotografia gli è più proprio. Andremo a fotografare insieme e ci saranno anche momenti in cui il gruppo si dividerà. Ci immaginiamo che la somma dei singoli sguardi su New York possa andare a creare un bellissimo progetto collettivo.

R: Ci saranno momenti di esplorazione collettiva e individuale. Mi piace poter seguire tutti i partecipanti nel loro processo di ricerca fotografica sul campo, anche per risolvere immediatamente eventuali dubbi tecnici.

Il panorama dal Kibbutz © Roberto Alfano

Perché qualcuno dovrebbe iscriversi al vostro workshop?

L: Se non è già venuta la voglia di farlo dopo quel che si è appena letto, posso aggiungere che dopo una settimana con noi a New York si torna a casa non solo avendo imparato tantissimo sulla fotografia, ma anche con un notevole bagaglio di esperienza umana e di vita. Ovviamente siamo anche molto simpatici.

R: Perché vuole crescere dal punto di vista fotografico, perché vuole acquisire maggiori certezze e sicurezze nel modo in cui affronta la fotografia, e inoltre perché vuole iniziare a costruire un progetto personale.

Se New York fosse una canzone, che canzone sarebbe?

L: Credo che la prima canzone che mi viene in mente senza pensarci troppo sia “14th street” di Rufus Wainwrgith.  Non è una canzone che parla di New York, a parte il nome della famosissima strada di Manhattan, ma è un pezzo che trasuda vita ed emozioni. E questa è New York per me.

R: 30seconds To Mars – Hurricane (il video è stupendo!)

>>Per chi fosse interessato a conoscere tutte le informazioni sul workshop “The Wonder City” con Laura De Marco e Roberto Alfano può visitare la pagina: “The Wonder City”

Vi ricordiamo che le iscrizioni al workshop entro il 14 aprile possono usufruire di una quota di partecipazione promozionale e che per i minori di 26 anni sono in palio 3 borse di studio (scadenza bando 11 aprile)! Tutte le informazioni sul sito di PWNY 2014.

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***English version***
Maybe you know them as the founders of the center of photography Spazio Labo’ and as the organizers of the series of Photo Workshop in New York, but this year Laura De Marco and Roberto Alfano will also be the teachers of one of the workshops planned in New York City. “The Wonder City”, which will take place from 14 to 20 July in Brooklyn, is a workshop open to all photographers and to those who both know and don’t know this wonderful city: it’s for everyone who wishes to explore every corner of it through their lens.

© Laura De Marco

© Laura De Marco

Who are you?

Laura:  Outside of the traditional bio, I’m an incredibly curious person. I’ve often wished that the days were twice as long so that I could pursue all of the things that I love to do—like enjoying long walks with my dogs, playing the trumpet, reading all of the books on my nightstand, or spending more time on my personal photography projects.

Roberto: I began my photographic career in 1994, at a time when everyone was shooting film. I would spend a great deal of time in the darkroom with tanks and enlargers, which is a very solitary practice. After a short while I began to pursue my interest in teaching as a way to engage in the social aspects of my trade, outside of the time I spent making prints. In 2010, I decided to open Spazio Labo’ with Laura De Marco as a way to incorporate my interests in both photography and teaching into one practice.
As a professional photographer I mainly focus on scene photography, cultural events, advertising and still life, but my true passion is social photography. I have a deep interest in analyzing how society is changing and using the camera as a tool to describe it both critically and ironically. I’ve been developing several projects around this issue, one of which happens to take place on the streets of New York City.

© Roberto Alfano

Vista dallo Sheep Meadow di Central Park, Manhattan © Roberto Alfano

You’ve been organizing the workshops in New York for 4 years in a row, starting from 2010. How come you decided to start teaching for this fifth edition?

L: After several years of visiting and working in NYC and four years of being “backstage” at the PWNY workshops, we realized that we were ready to say something more through a unique educational experience. We’re offering “The Wonder City” as an opportunity to give students the perspective of two photographers who have also had the pleasure and experience of teaching, organizing and working with some of the most exciting American photographers and educators in the industry. Furthermore, we’re also excited to share our love and interest in this wonderful city! The desire to teach a workshop in NYC also comes from our understanding that some young photographers feel that these workshops are too advanced for them; we want to let our 200 annual students to know that coming to New York for a workshop is like squeezing all that you learn in a year into a 7 day adventure!

R: The step from organizing to becoming teachers comes naturally for us. I’ve taught photography in Bologna for several years and have been fortunate to share my passion with many, many students. Also, I studied photography in New York and the experience marked a huge change in my career—I’m confidant that through this workshop I’ll be able to help the participants to take a giant step forward in their goals as photographers, just as I did.

New York inspired many photographers. What is the reason, in your opinion?

L:  New York has the diversity of a whole world contained in its streets! I believe that this is one of the great reasons that so many people are fascinated by it. I don’t know a single photographer, or artist, that hasn’t passed through NYC at least once in their life.

R: The smell of the city is exciting, as is the flow of life in the streets. Everything you run into in the city is inspiring for photographers and travelers alike. The light seeping across the skyscrapers is magical and you find yourself feeling as if you were in the scene of a movie.

What is your favorite place in New York?

L: Instinctively: the Valentine Pier in Red Hook, Brooklyn. It’s a green spot near the water, inside of one of my favorite neighborhoods. Although it’s quite far from Manhattan and the heart of the city, there is still a palpable energy.

R: That is difficult to answer. Every corner of the city represents something immortal, to me. If I must choose, I would pick the rooftop of the ‘Kibbutz’ where you can see the East river, the Lower East Side, the Williamsburg Bridge, the Manhattan and Brooklyn Bridge, with Manhattan and the Statue of Liberty in the background.

What do you find in the streets of New York City?

L: Yourself, your fears, your passions. But also everything that is ‘other’.

R: Life, emotions, diversity, fantasy and, luckily, hot dogs sellers.

How this photographic exploration will take place, together or individually?

L: The idea is to guide the participants, day by day, in the process of making a collective project about New York. It is our goal to enable participants to see and shoot as much as they can, until each person discovers their own style in photography and understanding of the city. We will shoot together, but there will also be individual moments. I truly believe that the mix of many different viewpoints on the city of New York will create an incredibly wonderful collaborative photo project.

R: There will be both moments of collective and individual explorations. I like to follow the participants in their photographic research on the field so that I’ll be able to answer technical questions immediately.

Why should someone enroll in your workshop?

L: If we haven’t been persuasive enough with this interview, I can add that in this seven-day workshop you can learn tons of things about photography, as well as life, and gain new personal experiences. We are also funny!

R: You should enroll if you want to grow photographically, acquiring certainties and securities, and starting a personal project.

What song reminds you New York?

L: I think “14th street” by Rufus Wainwrgith. It does not talk about New York but it talks about life and emotions. And this is what New York is about, for me.

R: 30 seconds To Mars – Hurricane (The video is amazing!)

 

>> To know more information about the workshop “The Wonder City” with Laura De Marco and Roberto Alfano, visit the webpage: “The Wonder City”

We’d like to remind you that there is a promotional fee if you enroll by April 14 and that if you are under 26 you can apply to win a scholarship by april 11! All the information on our website.