PWNY 2013: ‘A-Z of Photography’, Day 2: July 16th

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Day 2 of Donald Weber’s “A-Z of photography” was a day for learning important lessons. Several students came in feeling extremely confused about their projects, which led to some amazing conversation and brilliant insight from Donald. He spoke a great deal about expectations and the problem with presuming an environment or situation before you’ve experienced it, as well as the importance of being able to change directions once you’ve hit a roadblock.

As a few students conceived of new ideas, Donald required serious reflection on why they wanted to create certain images. He also mentioned the brutality of photography and editing, and how you have to be willing to ‘kill your babies’ and dispose of some of your most valued moments, in exchange for a more powerful project.

The class spent a lot of time talking about New York City as a potential ‘character’ in their work. One student, Nadia, has been particularly inspired by the images of New York she’s seen in films, and is basing her entire project on this specific cinematic language. While thinking of the environment you’re capturing as a character is important, Donald was emphatic about not being too didactic or literal. He also discussed setting limitations, such as taping your zoom lens into a fixed position so that you’re required to move closer to your subjects, rather than acting like a voyeur from a distance.

Alex, an Italian student that specializes in sports photography, has been challenged to step outside of general mode of work to simply become, “Alex: a photographer”, rather than “Alex: a sports photographer”.  Donald also addressed an “invisible line” that many photographers are afraid to cross. He spoke of his own struggle with approaching strangers and shared his techniques for surpassing that fear.  He also discussed the idea of a ‘fulcrum of balance’ that must be achieved in the sequencing of your final edit.

Cihad, a very talented young student, the winner of the full scholarships for this year, has been struggling with asking strangers if he can take their picture. As a response, Donald had Cihad perform out his interactions with him, gave him advice, then asked him to approach someone on the street outside of the gallery. While he was not successful, we are certain that he’ll be coming into class with new portraits tomorrow!

We’re looking forward to seeing everyone’s progress, so please check back tomorrow evening for more updates and pictures by the wonderful and talented Lauren Schneiderman.

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Il secondo giorno del workshop “AZ della fotografia” con Donald Weber ha insegnato importanti lezioni. Diversi studenti hanno rivelato di sentirsi estremamente confusi circa i loro progetti, il che ha generato sorprendenti conversazioni e alcune brillanti intuizioni di Donald. Donald ha parlato molto delle aspettative e dei problemi che si possono incontrate quando si ha la presunzione di conoscere già un ambiente o una situazione prima di averli sperimentati, così come dell’importanza di essere in grado di cambiare direzione quando si è in una situazione di stallo.

Poiché alcuni studenti hanno concepito nuove idee, Donald ha invitato a una seria riflessione sul perché volevano creare certe immagini. Ha ricordato anche la brutalità della fotografia e dell’editing, e di come si deve essere disposti a ‘uccidere i propri bambini’ ed eliminare alcuni dei momenti più preziosi in cambio di un progetto più potente.

Gli studenti hanno passato molto tempo a parlare di New York come un potenziale ‘personaggio’ nel loro lavoro. Una di  loro, Nadia, è stata particolarmente ispirata dalle immagini di New York che ha visto nei film, e sta basando tutto il suo progetto su questo specifico linguaggio cinematografico. Così come è importante pensare all’ambiente come se fosse un personaggio, Donald ha enfatizzato che non bisogna essere troppo didascalici o letterali. Ha inoltre discusso come impostare i propri limiti, come ad esempio utilizzare l’obiettivo su una lunghezza focale fissa in modo che ci si sforzi ad avvicinarsi ai soggetti invece di agire come un voyeur a distanza.

Alex, uno studente italiano specializzato in fotografia sportiva, è stato invitato a mettersi in difficoltà abbandonando le sue abitudini di lavoro per diventare semplicemente “Alex: un fotografo”, piuttosto che “Alex: un fotografo sportivo”. Donald ha anche parlato della “linea invisibile” che molti fotografi hanno paura di attraversare. Ha raccontato della sua difficoltà ad avvicinarsi agli estranei per fotografarli e ha condiviso le sue tecniche per superare questa paura. Ha anche discusso l’idea di un ‘perno di equilibrio’ che deve essere raggiunto nella sequenza del progetto finale.

Cihad, un giovane studente turco di grande talento e vincitore della borsa di studio di quest’anno, ha raccontato della sua difficoltà alle prese nel chiedere agli sconosciuti se può fotografarli. Come risposta, Donald ha invitato Cihad a fare una prova con lui per vedere come interagisce con gli estranei, gli ha dato consigli, infine gli ha chiesto di avvicinarsi a qualcuno per strada fuori della galleria. Sebbene questa prova non abbia avuto successo, siamo certi domani arriverà in classe con nuovi ritratti!

Non vediamo l’ora di vedere il progresso di tutti. Dai un’occhiata di nuovo domani sera per ulteriori aggiornamenti e per le immagini della meravigliosa e talentuosa Lauren Schneiderman.