PWNY 2013: “The Documentary Journey” workshop / Day 1, July 1st

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@Laura De Marco

 

The first meeting of the ‘Documentary Journey’ workshop was held at the prestigious VII Gallery in Dumbo, Brooklyn. With the work of Mikolaj Nowacki as a backdrop, photographers Maggie Steber and Erica McDonald welcomed this year’s first class with advice, motivation and tough love. Within the first few moments, Maggie asserted that she preferred to think of this workshop as a Parisian art salon, where students and teachers come together, in mutual respect, to exchange ideas, dreams and to discuss art. While workshops are about this remarkable exchange between artists, Erica was clear in stating that she still expects everyone to work hard!

After an engaging introduction, the students were asked to share their portfolios. This year’s group is wonderfully diverse, with backgrounds in street photography, long-form documentary, cinema, portraiture and architectural photography. There is a wide range of age, nationality and interests within the group, which should inspire dynamic and varied projects. Thus far, the students are motivated and seem to be tackling very ambitious ideas, including an exploration of the evolving landscape of Coney Island, domestic abuse in New York, an investigation of Beat Culture and its influence on the East Village, life in the Bronx and an ephemeral project on the connection made between strangers in the city.

During the portfolio review the instructors offered invaluable advice, such as the importance of titling your photographs and the “five w’s” of captioning: who, what, why, when & where. Erica shared her belief in the power of a single image to convey a story and encouraged the students to engage in portraiture by always asking “Why are you here?”, while Maggie prompted everyone to “be students of our art” by being informed, observant and aware of the work that’s come before. Erica spoke of the ‘Aha!’ moment of photography, when your response to an image is so physical that you stop breathing, and told the students to stop looking at image thumbnails and to keep shooting! She also discussed the importance of viewing your own photos for the first time and encouraged everyone to cherish that ‘sacred’ moment.

We’ll end this update with our class motto, a Haitian proverb shared by Maggie Steber: “Piti piti wazo fe nich li” (Little by little, the bird makes its nest).

Make sure to check in tomorrow to get updates on the progress of the students after their first day of shooting!

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La prima lezione del workshop ‘The Documentary Journey’ si è svolta oggi presso la prestigiosa VII Gallery di Dumbo, Brooklyn. Con il lavoro di Mikolaj Nowacki appeso alle pareti a fare da sfondo, le fotografe Maggie Steber ed Erica McDonald hanno accolto la prima classe di quest’anno con consigli, motivazione e amore severo. Maggie ha iniziato il workshop dichiarando che per lei è come partecipare a un salone d’arte parigino, dove studenti e insegnanti si incontrano, nel rispetto reciproco, per uno scambio di idee, sogni e per discutere di arte. Ma mentre i workshop solitamente si basano solo su questo straordinario scambio tra artisti, Erica è stata chiara nel dire che lei si aspetta che tutti lavorino duro!

Dopo una coinvolgente introduzione, gli studenti sono stati invitati a condividere i loro lavori. Il gruppo di quest’anno è meravigliosamente diversificato, con squarci di fotografia di strada, progetti documentari a medio e lungo termine, richiami al cinema, alla ritrattistica e fotografia di architettura. C’è una vasta gamma di età, nazionalità e interessi all’interno del gruppo, che dovrebbe ispirare progetti dinamici e variegati.  Gli studenti sono motivati e sembrano affrontare con tenacia le loro idee molto ambiziose, tra cui l’esplorazione del paesaggio in continua evoluzione di Coney Island, gli abusi domestici a New York, un’indagine sulla Beat generation e sulla sua influenza nell’East Village di oggi, la vita nel Bronx e un progetto etereo sulla connessione che si crea in città tra estranei.

Durante la revisione dei lavori le docenti hanno dato preziosi consigli, come ad esempio l’importanza di sapere accompagnare le didascalie alle foto e della regola delle “cinque w” nella scrittura dei testi: chi, cosa, perché, quando e dove. Erica ha condiviso la sua fede nel potere di una singola immagine di trasmettere una storia e ha incoraggiato gli studenti a impegnarsi nei ritratti ricordandosi di chiedere sempre “Perché sei qui?”, mentre Maggie ha sollecitato tutti a “essere studenti della nostra arte” tenendosi informati, attenti e consapevoli del lavoro di chi è venuto prima. Erica ha poi parlato del ‘momento Aha!’ della fotografia, quando la  risposta ad una immagine è così fisica che toglie il fiato e ha anche discusso dell’importanza di considerare il momento in cui guardiamo le nostre foto per la prima volta quasi come’sacro’.

Finiremo questo  primo aggiornamento con il motto della classe, un proverbio haitiano condiviso da Maggie Steber: “Ti pa pa Ti pa, wazo fay niche li” (A poco a poco, l’uccello fa il suo nido).

Vi aspettiamo su queste pagine domani per avere aggiornamenti sui progressi degli studenti dopo il loro primo giorno di scatti!