Maurizio B. thoughts on “New York Reports”

“New York….Pronunciare queste sette lettere ha già un sapore particolare. Che grande scenografia hanno visto i miei occhi. Mi e’ sempre sembrata troppo grande tale metropoli. Quasi come se non facesse parte del nostro mondo. E’ un po’ come trovarsi dentro a un film. Perche’ sono sempre stato abituato a vedere la vita statunitense dentro il piccolo schermo. Percio’ entrare dentro un film non può lasciarti indifferente. La grande mela e’ un motore potente che non si ferma mai. Pieno di suoni e colori. Di storia e patriottismo. Dopo pochi giorni sei anche tu sulla giostra.

Un pensiero collettivo va a tutti voi: docenti, organizzatori e colleghi che avete reso quei giorni SPECIALI, per l’umanità e il calore trasmesso nel relazionarci a vicenda. Mi preme sottolineare come mi abbia lasciato sorpreso positivamente la critica costruttiva di Davide Monteleone e Maurizio Garofalo. Due grandi professionisti anche nell’anima. Ogni mattina c’era davvero tanta cura per tutti i nostri scatti. Anche per quelli da eliminare. Le loro opinioni sono state importanti. E’ stato un grande onore per me sedermi accanto a loro sullo stesso divano per otto giorni. E ora non so se le nostre strade si incroceranno un’altra volta. Rimane il piacere di aver condiviso questa esperienza insieme, che mi ricorda colorati sapori primaverili. L’idea di partecipare ad un workshop fotografico all’estero mi solleticava la mente già da Natale. Ringrazio ancora una volta Laura e Roberto per avermi dato questa opportunità e per il modo accurato che hanno nel seguire i loro studenti in quel di Bologna.

Salendo sulla barca americana per questa nuova avventura le domande erano tante e forse c’era anche un po’ di timore. Ma dopo il primo giorno ti fai la pelle. Sono sempre stato attaccato a un concetto di fotografia troppo superficiale. In sostanza mi lascio spesso ingabbiare dalla singola bella foto. Cio’ mi ha sempre distratto. Non avevo infatti mai intrapreso un lavoro che partisse con l’obiettivo di raccontare una piccola storia. Su questo punto credo di doverci lavorare ancora tanto. Il progetto assegnatomi mi e’ parso subito stimolante. E mi ha messo alla prova ogni giorno. La difficoltà’ maggiore nasceva dal fatto di dover riuscire a raccogliere il materiale utile in soli sei giorni.

Cosa mi ha lasciato questa esperienza? Beh, c’e’ un film a cui io sono particolarmente affezionato che recita così’: ” Non sei fregato veramente finche’ hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla. ” Nei tempi che verranno sogno di compiere questo importante passo”.