Roberto G. thoughts on “In plain sight”

“Pronto!!!Ho finito di sistemare tutte le fotografie scattate in questa estate…che viaggi…che emozioni…che storie!
Me lo ero ripromesso, con calma e a mente fredda, avrei iniziato a scrivere dell’esperienza, anzi, di quella ESPERIENZA NEWYORKESE, quella esperienza scritta in maiuscolo perchè forse, anzi, sicuramente, è stata quella che fin’ora mi ha segnato maggiormente nella mia vita.
Primo viaggio in “solitaria”, ma solo perché senza gli amici di sempre, solo perchè senza fratelli, solo nell’organizzazione, ma non solo solo perchè là, nella BIG APPLE, ho trovato persone vere, persone fantastiche, persone divertenti e disponibile, persone che mi hanno aiutato e che “solo” non mi hanno proprio fatto sentire.

Ma parliamo del motivo per cui sono partito, quella passione che è nata dentro piano piano e che è cresciuta così tanto da portarmi a 6646 km dalla mia famiglia senza pensarci due volte e che è poi esplosa quando ho conosciuto la nostra insegnante, la mia Mentore, Donna Ferrato.
Quasi mi dispiace dirlo, anzi lo ammetto, mi vergogno proprio, ma io prima di partire Donna non la conoscevo proprio, e non solo per l’aspetto umano (sorprendente), ma anche per il suo aspetto professionale; prima di partire non mi era mai balenata l’idea di conoscere e interessarmi ai grandi fotografi, alla storia, alla composizione o alla lettura della fotografia.
Perchè? Da non credere, ma avevo paura di tutte queste cose, avevo paura che il “conoscere” mi avrebbe portato al copiare, all’annebbiare le mie idee, la mia creatività.
Cosa ho imparato??come ho imparato?Beh, direi che è successo tutto a mie “spese”, ho toccato il cielo quando sono stato “pargonato” a Koudelka e ho toccato il fondo subito dopo quando ho chiesto chi era questo Koudelka ma sopratutto quando, aimè, ho detto di non conoscere i lavori di lei, di Donna Ferrato, e di non sapere il motivo per cui ero li.
Rimasi sbalordito, stralunato, bloccato…è vero, non conoscevo Donna, ma il motivo lo sapevo, solo che questo non venne fuori…ci volle un’intera nottata passata su quel divano letto a pensare e a disperarmi per ciò che avevo detto e non fatto!
Il giorno dopo, con l’aiuto di Laura, che non finirò mai di ringraziare, ho tirato fuori tutto, gli ho raccontato delle mie paure che mi spingevano a non interessarmi dai fotografi, della storia e di tutto il mondo che circola davanti e dietro alla semplice macchina fotografica, ma sopratutto ho tirato fuori il motivo per cui ho richiesto di partecipare al suo workshop. Quale era??Quando lessi per la prima volta il titolo “in plain singht” e l’idea di dare, di imprimere con il suo whorkshop, quell’idea di riuscire a far vedere le bellezze delle cose che ci appaiono sotto gli occhi nella nostra vita di tutti i giorni, mi innamorai, era proprio quello che cercavo da diverso tempo, liberarmi da tutti i pregiudizi che ci si creano con le mentalità di oggi.
Allora cosa ho imparato??Ho imparato tanto, ho imparato a imparare, e scusatemi il gioco di parole, ma è veramente ciò che ho appreso, adesso, da quando sono rientrato da NYC, ho acquistato diversi libri fotografici, il primo? “Invasion 68:Prague” naturalmente di Koudelka, indispensabile per conoscerlo e imparare, il secondo??”Living with the enemy”, il fantastico libro di Donna, quello che mi ha insegnato che una foto per avere un valore non deve solo essere bella, ma deve avere un significato, un qualcosa di forte, un’emozione, deve RACCONTARE…deve essere “STRONG”!
Dopo questi poi non mi sono più fermato, “Storia della fotografia” di Newhall, e poi Robert Capa, Hanry Cartier-Bresson, Scianna, mostre fotografiche di Elliott Erwitt, Robert Job, la Maison europenne de la photographie sono le cose comprate o viste…1000 altre ne ho invece in testa per poter continuare a imparare, o almeno provarci.
Ma le paure??La paura di non vedere più con i miei occhi, la paura di non vedere ciò che sta davanti ai miei occhi, la paura di chiedere il permesso di poter fotografare…beh, sparite, fotografa le tue emozioni, racconta quello che hai dentro, tutto ciò che hai davanti a te può essere fotografato…e leggi, guarda, conosci…perchè così facendo non copierai, ma conoscendo imparerai proprio a non copiare e magari impremere una tua visione.
In conclusione non finirò mai di dire quanto è stato bello poter conoscere e imparare da tutte le persone presenti e per questo volevo ringraziare tutti, Grazie a Laura, grazie a Roberto, grazie a Carolina, Giulia, Chiara, Armando e Roberta, Anna, Ilaria, Alessandra, Marilena, Maya, Karen, Daria e Clara, un ringraziamento speciale a Funny ma sopratutto a Donna, una persona umile, tenace e con un gran Cuore.
Grazie, Roberto.