Mattia G. thoughts on “The Personal Documentary”

“Vorrei riassumere la mia esperienza al workshop “The Personal Documentary” con Erica McDonald e Andrew Sullivan in 5 parole (anche se non basterebbe un vocabolario intero): CUORE, PROFESSIONALITA’, SENSIBILITA’, IMPATTO, SODDISFAZIONE.

Cuore perché ho trovato persone fantastiche che hanno saputo trasmettermi tutto quello che sanno con una passionalità indescrivibile. Nel loft si respirava fotografia ed impegno allo stato puro (bastava guardare il tavolo sempre pieno di computer e macchine fotografiche).

Professionalità perché Roberto, Laura, Erica ed Andrew sono stati tanto amabili come persone (non mancava mai una risata, non sono mancati pranzi e cene tutti insieme) quanto seri come professionisti (nell’editing non si risparmiava mai una critica); si sapeva scherzare ma allo stesso tempo lavorare sodo.

Sensibilità perché ognuno di noi ha passato momenti di sconforto (chi prima chi dopo con cambi di progetto, insoddisfazione e qualche volta pianti) ma abbiamo avuto un supporto morale grandissimo da parte di tutti che ha fatto sì che la crisi venisse superata e resa fonte di rinascita dello sviluppo creativo.

Impatto perché il confronto con la realtà fotografica americana è stato fortissimo; già dal primo giorno si è entrati in contatto con un modo completamente diverso di concepire la fotografia e la figura del fotografo (il fotografo viene riconosciuto molto di più come individuo creativo e fare fotografia viene inteso come qualcosa di più “alto”).

Infine finirei con la parola Soddisfazione perché vedere un loft pieno di persone che erano lì solo per assistere alla presentazione finale dei progetti e sentirsi dire da dei professionisti “You did a great job”, non può che lasciarti pienamente soddisfatto.

Vorrei chiudere con un ringraziamento speciale a tutti, ma proprio TUTTI coloro che hanno reso possibile questa esperienza, sia dal lato umano che da quello professionale.

Ogni abbraccio era vero, ogni sorriso autentico.”